MOSE
IN ATTI
Al TEATRO CABLO FELICE
GENOVA
Piazza 5. Giorgio, a.f 1383.
' ^^^^ '
PERSONAGGI
MOSÈ , Legislatore degli Ebrei
Signor Didol Alfredo,
ELISERO, suo fratello
Signor Poggiali Salvatore,
FARAONE, Re d'Egitto
Signor Guicciardi Già.
AMENOFl , suo WgWo
Signor Miraglia Corrado.
OSIRIDE, Sacerdote d' Iside
Signor Romanelli Giuseppe.
ANAIDE
Signora Penco Rosina.
MARIA , sua confidente
Signora Zambelli Carolina.
SINAlbE, moglie di F;iraone
Signora Mongé Orsola,
AUFIDE
Signor Righelli Giuseppe.
UNA VOCE MISTERIOSA
Signor Garibaldi Gio.
Cori e Comparse.
Ebrei - Madianiti - Egiziani - Sacerdoti d' Iside
Guardie e Soldati di Faraone - Danzanti d' ambo i sessi.
La Scena è in Egitto.
MUSICA DEL MAESTRO CAVALIERE Sm. ROSSINI*
S G E N A PRIMA.
C^mp») de* Madianiti.
Ebrei e Madianiti.
Ah ! deli' empio al potere feroce
Tu ci togli , gran Dio di bontà.
Del tuo popol se pieghi alla voce.
Alla patria tornare ei potrà.
Ma chi è pegno alla speme tuttora?
Uu crudel senza onore , nè fè ;
Che a stia immagin fa i Numi che adora ,
Che calpesta ogni legge al suo piè.
Tempo è ornai che di tanti perigli
In noi cessi e T affanno e il timore
Per te i padri, i congiunti ed i figli
Riveder ci sia dato , o Signor.
SCENA II.
Mose e detti.
Cessi ornai dolor cotanto.
Dio , Mosè con voi non sono?
Madianiti il vostro pianto
È d' oltraggio al Nume e al Ciel.
6
Coro Dona il pianto alla sventura,
Al dolor, cui tanto indura
Tutto il popol d' Israel.
MosÈ Colmo il petto d' amore e fidanza,
Non scemata in voi sia la speranza :
Dio punire i ribelli saprà.
Non deserti il Signor ed erranti
I suoi figli lasciare potrà;
Cbè gli Ebrei , per lui sol trionfanti ,
Torneranno alla loro città.
Coro Si: gli Ebrei, per lui sol trionfanti,
Torneranno alla loro città.
Mose Impaziente pel ritorno io sono
Del mio german, che a Faraon mandai.
Egli parla in mio nome: e chiede al Prence
Cui r Egitto si prostra,
Che sìa il celeste sdegno
Per lui placato , a libertà tornando
Gli Ebrei , che in suol stranier vann' esulando.
Coro Paterno Iddio ! rivedrem noi co' figli ,
I nostri padri, 1 sposi?
SCENA III.
Anaid£ , Maria , Elisero , e detti.
Anaide, Elisero, Maria.
Gloria al Signor ! Gloria a Mose,
Mose Che vedo !
Oh, sorpresa! e sei tu, amica? - Anaide?
Mar. Il Ciel fa calma la comun sciagura.
Ana, Noi ritrovammo alfine il nostro appoggio,
II padre nostro.
Mose A Dio grazie sian date
Pel novello favor; e tu m'apprendi,
0 mio fratello amato,
Ciò che da Faraon sperar ci è dato*
7
Elis. I! cuor di Faraone
A pietade si piega ;
E in pegno di quel giuro ,
Che sacro ei proferia ,
Air amor nostro ritornò Maria.
Mose Ella seppe soffrir pel Dio che adora.
Mar. Ma di più fece questa afflitta ancora. -
La gloria e la speranza
Del soglio egizio, il giovinetto Aménofi
In lei rapito, invan potè vederla
Senza adorarla; e il core d' Anaìde,
Tutto fede e candore,
Non distinse l' amore
Dalla riconoscenza : amò .... ma questo
Sentimento, che ad essa aperto io feci;
Non fu per lei nodrito;
E r alma sua, d' ogni virtù ricetto,
A Dio r ardor sacrava , a me 1' affetto.
Mose Pr>polo, esulta! di Mosè Anaide
La speranza compia:
Di Dio la fede confessò Maria.
Popol 5 l'allegra! . . . Vedi tu pei cieli
Brillar queirarco immenso? - Egli è l'Eterno,
Che in questo di solenne
Conft'ima al popol sua lega perenne.
Coro Qual prodigio novel!
Voce M:st. Mosè, t' accosta.
Compie il Signorie sue promesse. - Oh .vieni!
Colmo di gioia il petto,
Vieni a ricever le sue leggi. - Ebrei !
A novelli furor vi disponete.
Vèr Faraon movete:
A Dio fedeli siate . . .
Gloria è per voi se iu nome suo pugnate.
(Mosè va a prendere le Tavole della legge: le
presenta agli Ebrei, e questi si prostrano^
8
Tutti Dio possente io pace e in guerra.
Cui ciascun si de' piegar:
Noi giuriauì prostrati a terra
Le tue leggi d' osservar.
Mose Dell' ajuto divin fatti omai saldi ,
A tutto, i cor devoti, or siam dispv)sti„
La gratitudin nostra a Dio mostrianao ;
E i figli priffiogeniti ,
Sacrati all' ara in onta al Prence indegno ,
Sian di nostra salvezza e prezzo e pegno.
(i primogeniti vengono consacrali)
Tutti La dolce aurora
Che il dei colora ,
Promette uo giorno
Più bello ancor.
Popol ! fedele
Ti serba a Dio;
E r Angiol rio
Fia lunge ognor.
Questo primiero
Nodo sincero ,
È un puro omaggio
Del nostro amor.
Questa col Cielo
Casta alleanza
Darà fidanza
Ai nostri cor.
Per essa un padre
La terra ottenga :
Per lei si spenga
L' ostil furor.
Ah ! quesl' aurora ,
Che il ciel colora.
Promette un giorno
Più belio ancor.
Mose Siate presti a lasciar del Nil le rive ,
9
Che qiicst' oggi cadranno i ceppi nostri.
" Ornai , sotto allri cieli ,
LuDge da qnesli mostri ,
Le tombe abbraccierem degli avi nostri.
(partouo tutti, tranne Ana.)
SGENA IV.
ANAiDt: , poi Amenofi.
Aka. Dio 5 che vegli su me . . . deb I tu perdona
L'angoscia di quest'alma. Estinta un giorno
Sia la colpevol flammji . . .
Oh Ciel !.. ed è per lui . . . desso . . .
(per partire)
Ame. Anaìde ?
Tu fuggirmi !
Ana. a mia madre obbedir deggio.
Ame. Ah ! de' miei benefici
Tal mi doni mercè?., questo è 1' amore
Che tu mi promettesti ?
Ana. Io. . . v' amo. . . io v' amo..*
Amènofi : a voi presso ,
Troppo felice, ohimè! stata ij sarei 5
Ma del destin la più imperiosa legge
Non mi sapria , rapita all' idoi mio ,
De' benefici vostri impor 1' obblio.
Ame. Credi tu, ch'io consenta a scior tuoi nodi ?
Schiava ! tu m' appartieni.
Ana. Sotto la mano io piego
Più possente e più cara
Che me tien. trista e oppressa in questi luoghi,
Ame. Che mi cai di Mosè , della sua stirpe ,
E di tua madre istessa ?
Non son , non sono io forse
Il figlio del Signor d>ir Universo ?
Ara. Ma desso ha pure il suo... questi è il mio Dio.
10
Ame. Oh ! per V estrema volta
Parla: voi lu seguirmi?
Ana. a me V amore
Guerra estrema imponea ; ma il suo rigore
Non temo io no , se vivere per voi
Più a lungo non poss'io,
Fuggirvi io (leggio... ah, si, fuggirvi !,.. Addio.
Ame. Ah ! se puoi cosi lasciarmi ,
Se già tace in te l'affetto.
Di tua man pria m'apri il petto,
E ne squarcia a brani il cor.
Ana. Ma perchè cosi straziarmi ,
Perchè farmi più infelice ?
Questo pianto a voi non dice
Quanto è fiero il mio dolor?
(a 2) Non è ver che stringa il Cielo
Di due cuori le catene.
Se a guest' alma affanni e pene
Costò sempre il nostro amor.
(oclesi suono festivo)
Ana. Ah ! qual suon !. . . già d' Israele
Son raccolti i fidi. . . . addio !
Ame. Chi sarà quell' uom , quel Dio ,
Che da me ti può involar ?
Ana. Deh ! lasciate.
AME. lavan lo speri l
Ana. Ah ! temete.
Amr. Orrendi e neri
Cadan tutti sul mio capo
Del tuo Dio gli sdegni e 1' ire.
Ana. Ma funesto un tanto ardire . . .
Ame. L' alma mia non sa tremar.
(a 2) Dov' è mai quel core amante ,
Che in si fiero e rio momento
Non compianga il mio tormento ^
Il mio barbaro penar.
il
Am. » Per comando del Re tutti gli Ebrei
» Piegar denno a naie leggi. - lo gli scioglieva,
» Tu r odio ia me risvegli , e quel furore ,
» Che me trascina, or più frenar non posso.
» Vado a Mose : ch'egli oda.
» Co' miei decreti , quanto amarti io seppi...
» Tutti, e per sempre, gemeran fra ceppi.
(parte)
Ana. » Ah ! quale il fato reo nembo ha destato !
»> Forse a pena più orrenda è il cor serbato
SCENA V.
Maria, Elisero, Coro d'Ebrei e detta.
Coro All'etra, al Ciel
Lieto Israel
Di gioja innalzi i càntici.
Elis. Offra al suo Dio benefico
In olocausto il cor ,
Di puro ardente amor
Devoto omaggio.
Coro Gontìn non ha
La sua bonià.
Punì r infido Egizio.
Mar. Ed al diletto popolo
Col suo divin poter
I lacci fe' cader
Di rio servaggio.
Elis. Di Abram , d' Isacco ,
Dio di Noè...
Tutti Sian lodi a te.
Elis. Fattor del tutto ,
Signor dei Re...
Tutti Sian lodi a te.
Parte Per te risuonino
I sacri timpani ,
12
Te ì canti armoDicf
Per sempre esaltino.r.
Tutti E fia la posterà
Gente remota ,
Ammiri e veneri
Stupida e immota ^
Nei gran prodigi
Di questa eia ,
La tua giustizia y
La tua pielà
Elis. Gqro Dio di Noè !
Mar. Coro Sian lodi a te.
Elis. Coro Signor dei Re !
Mar Cobo Sian lodi a te.
Ana. Tutto sorride intorno:
Io sola.... oh rio penar f
In così lieto giorno
Mi struggo in lagrimar.
Gran Dio , se al tuo cospetto ^
Fallace è un tanto ardor ,
Tu del tuo santo affetto
Infiamma questo cor.
Mar. Mia amica... Oh Giel !.. che Teggo.
Ana. Non reggo - al mio dolor.
Mar. Di)l(»r?... ma un tale istante..,
Ana. è tristo a un core amante.
Mar. Se il Nume lo condanna ,
Vinci un fatale amor.
Ana. ( Questa virtù tiranna
In me non senio ancor.)
i3
SCENA VI.
Mose, Amenofi, e detti.
Mose Che narri ?
Ame. Il ver.
Mose M'inganni,
Nè a' detti tuoi do fede.
Elis. e insiste ancor ? non cede ?
Ame. Favella il padre in me.
Il cenno è rivocato
Che i ceppi tuoi sciogliea ;
E la partenza ebrea
Per or sospende il Re.
El!S. Oh qual perfìdia !
Coro Ohimè !
Mose Superbi ! Iddio Io vuole,
Iddio lo esigerà.
Ame. Palesi son tue fole.
Bus. Mose Oh error ! oh cecità !
Ana. Prence!., gran Dio!..
Ame. T' accheta :
Ana. Ah!., se il vuol Dio...
Mose Fra poco
La grandine ed il fuoco
L'Egitto struggerà.
Elis. Ti piega.
Ame. Audace ! — Amici ,
Cada costui. (additando Mosè agli Egizii;
Ana. No, mostro...
Sia salvo...
Coro II sangue nostro
Prima si verserà, (ponend. in allo di difesa)
Ame. Ferite, distruggete I (ai soldati)
Elis. Mar. Mosè voi difendete. (agli Ebrei)
Coro Oh I non temer.
Aica. Che osate I
SCENA VII.
Faraone, Sinaide, seguito e detti.
Far. Fermate , audaci , olà !
El. Mose Tu air idea di tanto eccesso
Fremi , o Nume onnipossente.
Già da un vortice d' affetti
Chi ti oltraggia io veggo oppresso:
Provi Tempio - un tristo scempio
Che punisca il grave error.
Gli altri Ali* idea di tanto eccesso
Geme , avvampa il cor dolente
E da wn vortice d' afletti
Combattuto in seno e oppresso
Delle stelle - ognor rubelle
Sente il barbaro rigor.
*Ame. Padre !
Mose Signor !
Ame. Costui
Fu ardito a segno...
MosÈ Io mai
Credei che i cenni tui
Osassi rivocar.
Far. Vile ! lo dissi, e il voglio.
Mose Ah ! dunque è ver ?
Far. L'orgoglio
Deponi, 0 alle ritorte...
Sin. Cessa , mio Re !
Ame. Di morte
Degno è il fellon.
Ana. Crudele.
Far. Se nuovo ardire ostenta
Io lo farò svenar.
Mósi^:= i Tu del mio Dio paventa:
Arresta i f ulmin suoi ;
E il fallo tuo , che '1 puoi
Ti affretta ad emendar.
15
Far. Schiavo, ti abbassa e taci:
Frena quei detti audaci :
E al tuo Signore apprendi
Da schiavo a favellar.
Mose No, viva il Dio di Giuda,
Che ì figli suoi difende:
Mira se chi V ofifende
Sa pronto fulminar.
(scuote la verga ed il sole si oscura^
Far Sin. Ame. Ana.
Cielo , qual turbine !
L* aere s' oscura !
Ahi ! scoppia il fulmine
Ah ! mugge il tuono.
Ah ! dove sono !
a 5 Ovunque incalzami
Alto terror.
MosÈ, Ei. Ebr. Dio così stermina
I suoi nemici.
Temete, o perfidi,
Soe furie nitrici:
É questo un segno
Del suo rigor.
Ana. Rimorsi barbari ,
Deh! mi lasciate.
Troppo una misera
Voi tormentate:
Troppo mi lacera
Fiero dolor.
Gli Altri Oh quale smania !
Quale spavento !
Da quante furie
Straziar mi sento !
Da quanti palpiti
È oppresso il cor I
Fine dell' Atto primo.
SCENA PRIMA.
Galleria nella R i^gia di Faraone.
Far ONE, SfNAiDE, AmeiNOFI , Crandì\ Damigelle f
Guardie^ Soceraoii , Guerrieri te
(La più profonda oscurità regna sulle scene)
CoRa Ah ! chi ne aita ? oh Ciel l
Sì tenebroso vel
Quando si squarcerà?
Ame. Mi opprime un freddo gel ;
L' alma mancando va.
Si5. e Far. A pena sì crudiìl
Reggere il cor non sa»
Coro 0 Nume d' Israel ,
Deh ! cada il tuo rigor
Sul capo al seduttor.
Che alla promessa fè
Rese spergiuro un re.
Far. (Rimprovero tremendo ,
Non lacerarmi il petto !
Ah ! troppo il mio comprendo
Reo pertinace error.)
Amb- (Qual di enntrarii affetti
Sento fatai conflitto 1)
Sin. Oh desolato Egitto !
Oh giorno di terror l
17
Coro Stanno al tuo pie, Signore
I figli tuoi dolenti :
Invano a tai portanti
Resiste il tuo rigor.
Far. Venga Mose.
A ME. (Qiial cenno!)
Sin. Fia ver?
Coro Mose s' affretti.
Sin. Alfin ti sei deciso ?
Far. I torti miei ravviso.
Ame. (Perdo Anaide.)
SiiV. (Oh gioia !)
Coro Ah ! già di spenfie un lampo
Sul cor mi balenò.
Ame. Per me non v' è più scampo :
Misero ! che farò?
Coro' 0 Nume d' Israel ,
Se brami in libertà
II popol tuo fedel ,
Di lui 5 di noi pietà.
SCENA IL
MosÈ , Elisero e dettù
Mose La tua voce mi chiama, ebben...che vuoi?
Sin. (Qual superba favella !)
Far, Della sciagura sotto il peso oppresso
Da te un popol che geme aiuto aspetta.
Ame. (Fremo di sdegno.)
Mose Hai divisato forse ,
Schiavo del vile Osiride ,
Con vani giuramenti
Hai divisato , o perfido , sfidare
Lo sdegno ancor d'un Dio che ti persegue?
Ame. (Quale oltraggio l)
Far. Sedotto
•18
Dalle scaltrite frodi *i .
D'uD indegno imposlor, spesso, noi nego,
A mia fede mancai: ma pure adesso
Riconosco i miei torti ;
E se ci dai salvezza ,
E fai sgombro l'orror di questa notte,
Te partir lascio , e i tuoi polran seguirti.
Sin (Oh cara speme !)
A ME. (Io fremo)
MosÈ Ancor io voglio
Il divino Creator fausto pregarti.
Elis. Ma pensa ben che Iddio
Legge in tuo cor.
MosÈ Temi la sua vendetta....
Il giusto suo furor,
Ame. (Orgogliosi.)
Mose Faraon ... .lo premei ti?
Far. Il giuro !
Mose Oh ! pensa ,
Che se ancor mente il labbro tuo.., sciagura
Ti sta sul capo orrenda.,..
Far. Il Re te '1 giura.
Mose Eterno ! immenso ! incomprensibil Dio !
0 tu che vegli ognora
De' tuoi servi allo scampo, e '1 popol tuo
Colmi di benefizi; ah! tu che in giusta
Lance dell' opre nostre osservi il peso ;
Ah! tu che sei il Santo, il Giuslo, il Forte,
Che V oppressor del popol tuo punisci ,
Glorifica il tuo nome ,
Fa pompa di clemenza .
E dell' Egitto a nuova meraviglia
Il lume che spari rendi alle cigiia.
(scuole la verga , ed alle tenebre succede al-
l' istante il più luminoso giorno)
Tutti Oh 1 qual portento è questo l
ÀMB. (Prodigio a me funesto !)
Tutti
Oh luce desiata !
MosÈ
Celeste man placata-,
ed
Chi è mai che non comprende
Elis.
A prove si siupende
L' immensa tua bontà?
Siiv.
Stupor m'agghiaccia il core.
Far.
Muto il mio labbro rende. . ..
ed
Chi ad opre sì stupende
A ME.
Resistere potrà ?
Elis.
Egizii !
Mose
Fijraone !
tLIS.
Di questa luce un raggio
Rischiari ancor Ina mente.
Mose
E il Nume (mnipossente
Quai tìgli v'amerà.
Far.
Non più : pria del meriggio ,
Con quanti v'ha de' tuoi,
Là nel deserto puoi
Muover sicuro il pie.
Ame.
Ma pria rifletti. . . .
Sin.
Ancora
Vuoi contrastarlo ?
MosÈ Ingrato !
Ame. Ma la ragion di stato. . .
Elis. Ceda al voler del Cielo.
Sin. è intempestivo il zelo.
Far. Luogo a pensar non v' è.
Ame. (Oh crude smanie!
E come... ahi misero!
Perder quel!' angelo
Come potrò?)
Gli altri Voci di giubilo
D'intorno echeggino,
Di pace r iride
Per noi spuntò. (tutti partono)
20
SCENA III.
Faraone ed Amé.xofi.
F R. Tu ben udisti il mio voler qua! sia :
Apprendi adesso qual m' ho io cor speranza ,
È tempo ornai che pieghi
Alle leggi d' Imen. Regal donzella ,
Nata dal Re d'Assiria, era ben degna
Della tua scelta, e la sua man t'è oflferta.
D' Améno^i le nozze e d' Elegina
Far note io dcggio al popolo di Menfi,
Sicuro ornai che al mio voler t' arrenda ;
Ma... taci?... gemi? Oh ! fa che il vero intenda.
Ame. Parlar, spiegar non posso
Quel che nel petto io sento.
Ah ! no... del mio tormento
Darsi non può maggior.
Far. è il Ciel per noi sereno,
Se pria fu avverso e fiero :
Ti calmerà , lo spero,
Dolce soave amor.
Ame. No sempre sventurato. . .
Far. Perchè? Qual tristo fato?
Ame. Padre ! ah ! non sai. . .
Far Favella...
Ame. La mia nemica stella
Mi vuole oppresso ognor.
Far. è a te ragion rubella ?
Non ti comprendo ancor.
Ame. (Non merla più consiglio
Il misero mio stato ;
E il più falal periglio
Vo intrepido a sfidar ! )
Far. (Palpito a queir aspetto I
Gemo del suo dolore !
' Ah I qual sarà V oggetto
Del grave suo penar?) (parie)
SCENA IV.
Amìnopi poi SiNAiDE, e sej^uito.
Ame. Qual abisso di mali ! orrenda sorte !
Tutto, ohimè! mi persegue, e tutto accresce
La mia miseria , il mio dolente stato,
L* immenso mio soffrire ....
Io . . . scordar Anaide?. . . ah ! pria morire/
Six. Mentre d'Isì nel tempio alla gran festa
Ognun si reca , tu stranier qui resti
Mesto e soffrente ?
Ame. Tu il mio cor conosci.
Sin Conosco V amor tuo: di qual lusinga
Ti pasci io so.
Ame. Senza Anaìde, un peso
È la vita per me.
Sin. Nodo piìi illustre
Ti prescrive il dover. Mose rispetto ,
Che il suo Nume fu il mio :
Cuor di madre ho per te; ma pensa... oh! pensa
Allo stato, a tuo padre,
Traditi entrambi dalT amor ond'ardi.
Erede, o figlio, del poter supremo
Te { erdendo.... pon fede a' detti miei ...
Perdi Mose, Anaide e in un gli Ebrei»
Ah ! d' un' afflilta il duolo
Parli al luo core oppresso:
Trionfa di te stesso,
Fa pago il mio desir.
Cedendo .... ah ! puoi tu solo
Calmare il mio scffrir.
Coro Parli al tuo cor quel duolo,
Fa pago il suo desir.
Ane. (Ah! questo amor può solo
Ogni mio ben compir,)
«
Sin- Ma, tu taci? .... giusto Cielo!
Ne ti pieghi al mio dolor.
Ame. a vendetta, a strage anelo:
Di Mosè squarciar vo' il cor.
Sin. Dei ! Che ascolto. ... tu deliri.
Ame. Fra i tormenti , fra i martiri
L' inuman spirar dovrà
Sin. Ah ! bandisci dal tuo core
Tanto sdegno, tanto orrore . . , .
Ame. Per mia mano perirà
Una voce Moviam , moviam al tempio (da lontano)
Iside a festeggiar:
La madre degli Dei
Venite ad onorar.
Sm. Ah! vien: chiamato sei
Fia colpa il più restar.
Calma queir ira , e cedi
Al mio pregar ardente:
Il mio dolor tu vedi ,
Nè ancor t' arrendi a me?
Ame. Ti rassicura: al tempio
Volgerò teco il piè.
Sin. (Che ascolto ... oh! qual nell' alma
Piacer mi scende ancor.
Air amor suo la calma
Io deggio del mio cor.
Ventura, onor e gloria
Gli sian propizii ognor.)
Ame. (Giorno è per me di lagrime ,
Di lutto e insiem d' orror.)
Coro Giorno di gloria ! A splendere
Torna la speme ancor
Fine delV Atto Secondo.
0
SCENA PRIMA.
Porlico del Tempio d* Iside.
Faraone, Sinaide, Amenofi, Osiride, Grandi,
Sacerdoti y Guardie e Soldati^
Coro
Sorridi al mondo
Nel tuo splendor,
E il Nil fecondo
D' ogni tesor
Al suol egizio
Darà favor.
Coro
0 tu che sei
Del ciel regina,
D' uomini e Dei
Madre divina,
Seconda i voti.
Del nostro cor.
Divini appoggi della mia corona,
Ministri tutti degli altari , io voglio
Che fausti i Numi a me imploriate e al soglio.
Sia per Mentì un tal dì giorno di gioja !
Con gli stessi tributi
E con gli stessi onori
tu che sei
Del ciel regina ,
D' uomini e Dei
Madre divina,
Seconda i voti
Del nostro cor.
Osiride
Qual dolce ebbrezza
L' alma respira !
Popoli e regi ,
La Dea m' inspira:
Per me vi detta
Leggi d' amor.
Far
OSIR.
I nostri veneriam Dei protettori.
Le vostre rfferte a lor recate, i serti
Sian sospesi d'intorno;
E cinto il crin di fiori,
In estasi soave omaggio date
Al a gran Diva , e in suo favor sperate.
(DANZE)
SCENA II.
Mosè , Flisero, Anaìde, Maria, e detti.
Mose La tua promessa a reclamar io vengo.
Non obblia Faraon qual giuro il lega,
Qual mercede a Mose fosse giurata:
Io vengo a reclamar la fè a me data.
Far. Terrò il mio giuro. - Nei deserti andate:
Sotto funesti auspici
I vostri sacrifici - offrite a un Dio,
Che per ben quattro lustri
Vi lasciò fra miei coppi.
OsiR. E pria die il popol tuo Menfi abbandoni,
Pria che libero vada, a' nostri Numi
Diasi mercè ... si plachi il loro sdegno;
E alla madre del mcmdo, alla Divina,
Popolo ebreo, la tua cervice inchina.
Mose Chi? noi? Noi piegheremo innanzi a questi
Mendaci Dei la fronte? Oh! mal, chi sia
Mosè, conosci.... il p:pol suo, sua fede.
Un Dio per noi v' ha solo , e in lui si crede.
OsiR. È questo, o Re, V istante
Di punir tanti ol raggi.
Mose Sprezzo le tue minaccie... al Prence io parlo.
OsiR. L' odi?
Ame. Aniide!
Sin. (Oh ! Come mai salvarlo).
Cono
A tristo fio ridutii
Noi sìaiB per gran portento.
Sui tempestosi fluiti
Del Nil sta lo spavento :
Tinta di sangue è l'onda
Che facea specchio al cieL
L' eco ripete un murmurc ,
Un suon lonlan di guerra:
Per sotterranee folgori
S<'mbra scoppiar la terra ;
Pregno d' insetti è V aere
Onde son guasti i campi :
Sembra or che lutto avvampi ,
Or che sia tutto gel.
Il vento del deserto
È simile al veleno ;
E versa morte in seno
Al popol tuo fedel.
Fa»» Oh Numi ! - In tal periglio
Che f ir degg' io ?. . . parlate.
OsiB. Punite !
Ana. Mar. Coro Perdonate.
Sin. Padre tu sei , sei Re.
OsiR. Punite voi que' rei.
Ame. Si tardo io non sarei.
MosjE I! vostro error negate.
Sin. Abbian gli Ebrei mercè.
Mose Fin che n'hai tempo, o Prence ^
Gli occhi dischiudi al vero ,
Piega al mio Dio., .l'impero
Salvo con te sarà.
Osi». Bestemmia !
Sin. Oh sposo I
Mar. Ana. Elis. Oh , patria 1
Oh duol I
26
OsiR.GoRo Vendetta!
Sin. Ana. Mar. Elis. Grazia !
Clemenza !
Coro Iside I Osiride !
Sin. Ana. Mar. Elis.
Dio d' Israel, pietà.
OsiR. Serapide !
Mose lehova !
OsiR. E Mose
Nume eterno che imperi alla luce,
Che passeggi sui nembi frementi.
Sfrena omai , sfrena omai gli elementi ,
E punisci chi oltraggio ti fa.
MosÈ Viva il Dio d' Israeilo ! (agita la verga s' esliu-
guono r are ec.)
Tutti Che vedo !
Qual prestigio !
OsiR. A me stesso noi credo :
Manifesto è de' Numi il pensier.
Mose Del mio Dio manifesto è il voler.
Tutti
An4.Sin.Mar. Mi manca la voce.
Mi sento morire,
Sì fiero martire ,
Chi può tollerar?
Mose Elis. Lor toglie la voce
La piena delT ire ,
Si fiero martire
Non san tollerar.
Gli altri Mi toglie la voce
La piena dell' ire ^
Sì fiero martire
Non so tollerar.
MosÈlFaraon, cedi alfine.
27
OsiR. Sia punito il reo popolo.
Coro T' affretta.
Il tempo incalza.
Mose In nome
Del Dio vivente.
OsiR. In nome d'Isi.
Far. Ebbene
Io compirò i decreti
De' miei Dei , del tuo Dio : di ferri carchi
Sian tutti in questo giorno i schiavi Ebrei;
E questa turba ria
Fuori di Menfi trascinata or sia.
Ana. Mar. Elis. Oh Ciel !
Ame. Vieni , Anaide.
A^x. No, Amenofi: giammai.
Ame. Veglia su dessa tu... sprezza i perigli.
Mose Gostanza e fè... siam di Giacobbe figli.
Non r ardor in voi manchi e la fede:
È la morte al reo solo d' orror.
Ana. Elis. Mar. Sin.
Ah ! quel Dio che nel core mi vede
Farà scemo contanto rigor.
Altri Sia distrutta una stirpe ribelle ,
Morte scenda degli empj nel cor.
Mose Raddoppiate di zelo e d'amore,
È il Signor che vi chiama, il Signore;
Non temete , vi guida Mose.
Ana. Mar. Elis.
La tua voce ella è questa , o Signore ,
Che ci scende soave nel core.
Più la morte a temersi non è
MosÈ Pel mio labbro vi parla il Signore :
Dolce speme vi scenda nel core ,
Sempre è Dio dove alberga Mosè»
28
ìme. Non fuggirmi ; e se ancor nel tuo core
Torna dolce la voce.d' amore,
Deh ! ti prenda pietade di me.
Ana. Elis. Mos. Mar.
Saranno i ferri nostri
Spezzali dal Signor ,
E piomberà sui mostri
Il fulmin punitor.
Gli altri Non cede a* pianti vostri
Alle vostr' ire il cor.
Infamia avrete, o mostri,
Eterno disonor.
Mose Non V ardor in voi manchi e la fede :
È la morte al reo solo d' orror.
Ana. Sin. Elis. Mar.
Ah ! quel Dio , che nel core mi vede ,
Farà scemo cotanto rigor.
Gli altri Sia distrutta una stirpe ribelle !
Morte scenda degli empj nel cor.
Fine deir Atto Terzo,
SCENA PRIMA.
Deserto: Veduta de! M^r Rosso in distaoxa.
Ahenofi y Anàide.
Ana. Dove mi guidi? II mio timor dilegua.
Ame. Siegui chi t' ama e temi ?
AiNA. E in così mesto
Solitario deserto , ove giammai
Uom noD penetra , ed il cui tristo aspetto
M'agghiaccia l'alma, e i sensi miei confonde,
Qual novella cagion me teco asconde?
Ame. De' Numi e de' mortali
Non dei temer. Se di maschi 1 coraggio
Amor non t' arma il sen, ah ! tu mi perdi..,
Ti son tolto per sempre.
AyjL. Ah ! servir deggio
Al dover che m' impone il Dio che adc^ro.
Ame. Ma tutto ancor non sai , mio bel tesoro :
D' Armenia la Regina a me in isposa
Il padre destinò
Ana. Stelle !
Ame. S' è vero
Che m'ami, o cara... Anaide, se m'ami,
T' arrendi al mio desir. Io di tua madre ,
Io ti conduco al sen..» dessa conceda
Ch' io sia tuo , che sii mia ....
Ana. Prence , ah che dici ?
30
Ame, Mio ben, giorni felici
Vivrem fra le capanne, a boschi io seno
Lieto io sarò, se ignoto al padre, al mondo.
Da semplice pastore.
Il mio trono ergerò nel tuo bel core.
Ani. Quale assalto ! qual cimento !
Che far deggio in tal momento.
Ame. Non temer : t' arrendi , o cara ,
Cedi ai roti dell'amor.
Ana. D' una vittima infelice
Tu non sai lo stato orrendo:
Dio mi chiama 5 a lui m'arrendo,
Ma con te rimane il cor.
Ame. Cedi ! ah cedi, e fammi lieto
^ Dell' amor che a me ti lega:
È un amante che ti prega ,
Che si strugge , e per te muor.
Ana. Riedi a me, poter divino,
Quel valor che langue omai:
Più non reggo; e a lui vicino
Tutto obblìo, mi manca il cor.
Ame. Tu d' amor poter divino ,
Più coraggio infondi in lei ;
E del suo , del mio destino ,
Abbi tu pietade, o amor.
(odesi la marcia degli Ebrei)
Ana. » Ascolti tu questo festivo suono?
» Egli è Mose.
Amb. » De' v(>li suoi la meta
» Crede raggiunta. Egli m' udrà. Sciagura
» Per l'orgoglioso, se al mio dir non cede,
» S' ci può ingannar » se può tradir mia fede.
(si pongono in disparte)
51
SCENA II.
MosÈ, Maria, Elisero, Ebiei incatenati e delti.
Mose È questo , o figli , il giorno in che avran fine
I vostri mali. Da Mosè scortati
Voi premerete il suolo
Della Terra promessa.
Mar. Io , sol io piangerò 1' amata amica^
Anaìde in poter d* un empio amore:
M' abbandonava , e per lei gemo in core.
Mose Iddio la veglierà.
Ani. Dessa è a' tuoi piedi.
Mar. Mia amica! Oh immensa gioia! ella mi è resa.
Mose Beneditene Iddio.
Ana. Vedete in lui
II mio liberator.
Mose Egli ?
iwME. M' ascolta :
È breve il tempo. - A te ne vengo , e voglio
Libero favellar. Tu vedi appieno
Quale per Anaìde amor m' accende.
L'oggetto io possedea de' voti miei :
Potea forzarla a schiavitude, e volli
Da te ottenerla : consacrar io volli
Alla sua amica innante i giuramenti
D' un Imen ....
Mose Riprovato
Dal padre tuo.
Ame. Scelga Anaide islessa
Fra Sinaìde tosto e fra Maria,
Fra Menfi e la sua patria ,
Fra il suo amante e il suo Dio.
Potrei confonder voi con un accento;
Ma d' Anaìde il solo affetto or sento.
Ana. Qual orribile sciagura !
Ah! di me che mai sarà?
32
Questo cor che ai mali iaclnra
Più e "nforìo aver non sa.
Deli ! pietoso a me ti rendi ,
Tempra , o cielo , il mio dolor.
Tu la vittima difendi
Del dovere e dell' amor.
Mose Anaìde....
Ame. Oh I non tentarla.
Mar.Elis. Dio sostienla in tuo favor.
Mose Ti decidi; or scegli.... parla....
Fra Dio scegli e fra V amor.
Ana. Dio , la vittima difendi
Del dovere e dell' amor.
Mar. Mosè e Elis.
A quel cor la pace rendi
Dio pietoso , in tuo favor.
Elis. Analde.
Mar. Amata amica.
Elis. Mar. A Dio fido serba il cor.
Coro Al dover pensa, alla patria.
Mar. Elis Mose e Coro.
Temi V ira del Signor.
Ana. Ah! decisi... il Ciel m' inspira,
Obbedisco al mio Signor.
Ame. Anaìde!.... Hai desta l'ira
Che sopita era in mio cor.
Gli Altri Cede al Nume che la inspira,
Ana. e trionfa del suo cor.
Un sol prego , e fia questo 1' estremo ,
Pel soffrente io ti porgo, o Signor.
Fa eh' ei ceda al poter tuo supremo ,
A te il chiama , e in lui spegni 1* amor,
lo lo amai, per te spensi il mio foco,
Nè al mio voto negar puoi favor.
Ame. a vendetta ora amor cede il loco ,
Scampo alcun pài non resta per lor.
35
Altbi Oh ventura ! essa a gloria del Cielo
Rinunziava ai prestigi d' amor.
Mose Udisti il suo voler ?
Pronunziava il suo labbro.
Udite , Ebrei , qual nembo vi minaccia.
Faraone v' insegue,
Cinto d* immensi armati.
Del popol tuo 5 carico di catene ,
L* inutile coraggio avrà ricorso
Nel mar soltanto.
Coro Ah! contro noi s'avanza
Faraon.
Mose Noi sGdiam gli iniqui; e Dio
Sorge a nostra difesa.
A>iE. Ebben , tìiorrete.
Tosto mi rivedrete
Armato di vendetta - Ebrei! pensale,
Allor che il mio furore
Vendicherà T oltraggio ond' io sì fremo ,
Ch' ella vi trasse a questo punto estremo.
Mose Dai*potenti mortali
Nulla abbiamo a temer. V amico vostro ,
Il padre ornai seguite :
Temete Iddio, eh' ei tutto può; - venite.
AM£.
Di morte il cenno
(parte)
SCENA IIL
Li» sponde del Mar Rosso.
MosÉ , Anaide, Maria, Elisero e Cori.
MosÈ
In tal momento orribile
Poter irresistibile
M' innalza al Ciei.
Gli altri
Gemendo
Noi t' invochìam, Mosè
Mosè E d' Israello Iddio
Invoca sol Mosè —
Dal tuo stellato soglio ,
Signor ti volgi a noi ;
Mose Coro Pietà de' figli tuoi ,
Del popol tuo pietà.
Elis. Se pronti al tuo vo'ere
Sono elementi e sfere ,
Tu amico scampo addita
Al dubbio errante piè.
Cobo Pietoso Dio , ne aita :
Noi non viviam che in te.
Ana. La destra tua clemente
Scenda sul cor dolente ;
E farmaco soave
Gli sia di pace almen.
Coro II nostro cor che pavé
Deh 1 tu conforta almen.
Elis. Qual fragor !
Mar. Giusto Cielo !
Ana. Dair alto di quel monte, immense truppe
Invadon la campagna.
Mar. S' avanzano.
Ana. Qual orda.
Elis. Han seco morte.
Coro Ah ! dov' è mai lo scampo
Che tu ci promettesti ?
Elis. Come pugnar ?
Mar. Dove fuggir ?
Mose Nel seno
Di queir onde. Obliaste, Ebrei, che Iddio
Guida Mosè, eh' ei punisce gl'ingrati?
Sul liquido elemento
Me seguite, e vedrete il gran portento.
Coro Oh prodigio ! già il docile flutto
Si divide ed immoto si sta.
5S
V* è salvezza, è scampo per tutto....
Ha il Signor del suo popol pietà.
SGENA ULTIMA.
Faraone , Amenofi , EyUj.
Far. Dove son dessi ? In grembo al mar profondo
Morte li colse.
Ame. Ah no! vedi fra l'onde
Si schiudono un sentier. Coir arme in pugno
Sulle traccio degli empi
Afirettiamci , o soldati ,
E sian per noi tutti que' rei svenati.
(Gli Egiziaoi eutrano tra i fluUi, ove rimangono sommersi).
Fine del Melodramma.